Ricetta per un matrimonio felice

Per un buon matrimonio serve anche una torta

Pubblicazione: 30/11/2023

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Questa storia ha inizio qualche anno fa, a casa di amici.
Era d’autunno e gli alberi perdevano le foglie, la natura era meravigliosamente colorata a tinte calde.
Amo i colori bruni dell’autunno, il rosso infuocato di certi tramonti, le mille sfumature di verde e di giallo degli alberi e, soprattutto, amo i cambi di stagione: l’altalena del caldo e del freddo mi incanta. Però i frutti dell’autunno per antonomasia, castagne e cachi, quelli non mi piacciono: per me potrebbero non esistere.

Castagne e cachi

Quella sera la padrona di casa (ottima cuoca) aveva preparato una bavarese di castagne, decorata con una gelatina di cachi che disegnava un’onda morbida e lucida sulla superficie. Era davvero un dolce bellissimo.
Improvvisamente vedo mio marito accendersi come una lampadina. Brilla proprio dall’interno e lo stomaco, probabilmente, è illuminato a giorno.
«Castagne e cachi! — esclama leccandosi i baffi — Non ne mangio mai.»
Tutti fanno onore al dolce, contendendosi l’ultima fetta. Io resto a guardare.

Il giorno dopo rifletto. In effetti sono pessima: mio marito adora le castagne, la crema di marroni e i marrons glacés. I cachi poi li compro, ma non dico neanche che ci sono, non riesco neppure a toccarli tanto sono molli e scivolosi. Così il frigo li inghiotte e, il più delle volte, li restituisce da buttare.
In sottofondo, intanto, chiacchiera la TV, che io non guardo ma ascolto con un orecchio. Parlano di una crostata chiusa pere e cioccolato, impastata con farina di castagne.
«Ecco lì, che peccato! — penso — hanno rovinato tutto.» Poi rivedo quella luce, il bagliore di quei baffi e di quello stomaco che amo e ci ripenso: qualcosa devo avere in dispensa. Infatti è così, la farina di castagne, poverina, c’è, e ci sono anche i marrons glacés. Scendo le scale, entro dal fruttivendolo, compro i cachi, risalgo veloce ad accendere il forno.
Impasto una pasta frolla alle castagne e fodero lo stampo senza assaggiare, poi sbuccio i cachi. Mentre lo faccio li annuso: il profumo non è male, ma questa consistenza vischiosa e molliccia è tremenda. Rivedo mio marito giovane, quando tornava a casa con un mazzo di violette per me, poi uomo, quando andava in ufficio in vespa anche con la neve. Mentre allargo sul fondo della torta i cachi spellati che mi colano disgustosamente fra le dita mi concentro, e lo rivedo con me nei momenti peggiori, i più disperati. Aggiungo i marrons glacés, sono un po’ rotti ma nel ripieno della torta andranno benissimo. Finisco stendendo la frolla che farà da coperchio ai tanti ricordi rimasti intrappolati in questa torta.
Con qualche avanzo di pasta mi diverto a ritagliare piccole foglie con cui decorare la superficie del dolce. Aggiungo qualche pezzetto di marron glacé e rotolini di frolla: sembrano davvero foglie di castagno e frutti, caduti per caso sulla mia torta.
Inforno e spero, perché normalmente io assaggio quel che cucino; non ho aggiunto zucchero, i cachi saranno abbastanza dolci? Aspetto di sentire il profumo del dolce provenire dal forno: è lui che mi avverte, di solito, che è il momento di spegnere. Ma questa crostata profumerà? Chi può dirlo…
Profuma eccome ed io la sforno: è davvero carina. Aspetto che si raffreddi, poi la spolvero di zucchero a velo, e con un pennello ripulisco le decorazioni perché restino in evidenza.
A questo punto non mi resta che attendere.

 Crostata di cachi e castagne

Un matrimonio che dura nel tempo, come il nostro, è una strana alchimia. Non ci sono solo momenti felici, c’è tutto, come nella vita. Ci sono salite e discese, ci sono valli assolate dove il cuore riposa e mari in tempesta, dove si teme di affondare. Ma i piccoli gesti sono fondamentali, e la torta di cachi e castagne è uno di questi.

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Crostata di cachi e marrons glacés -Dolce con farina di castagne

 

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