Divin mangiando in tour: il progetto
Vittoria Tassoni, cuoca dell’Alleanza slow food di Viterbo e della Tuscia, chef ed insegnate di cucina, ha ideato il progetto del Divin Mangiando, un concorso di cucina per cuochi non professionisti che si sfidano ogni anno, nell’ambito del Divin Etrusco, adoperando solo eccellenze del territorio. La generosità dei produttori, che mettono a disposizione gratuitamente i loro prodotti, ha dato vita insieme al genio di Vittoria a questa appassionante gara. Sia Vittoria che i produttori della Tuscia, credono fortemente che il loro territorio sia prezioso ed unico e, sinceramente, ormai lo credo anche io che vivo a Genova. Tarquinia ha molti doni: la sua cultura risale agli etruschi, la città è bellissima e il suo terreno, tra mare e montagna è fertile come pochi altri. In questo luogo si coltiva di tutto, grazie a progetti innovativi che guardano al futuro senza dimenticare radici e tradizioni.
Avvenne così che troppe cose restassero sul tavolo dopo il Divin Mangiando e che Vittoria avesse in mente ancora qualcosa:
Cosa si potrebbe inventare per far conoscere la Tuscia in tutt’Italia? Questo era il pensiero che le passava per la testa, guardano olio, farina, vino e molto altro.
La risposta arrivò da Associazione Italiana Food Blogger, l’associazione di cui facciamo parte sia io che lei, insieme a molti altri food blogger appassionati di cultura del cibo, e di cui Anna Maria Pellegrino è la presidente.
Cucinare, fu la risposta, possiamo cucinare ancora.
Nacque così il Divin Mangiando in tour, concorso gastronomico interno all’associazione che quest’anno è alla sua seconda edizione, patrocinato dal Comune di Tarquinia e da Slow Food Viterbo e Tuscia. Molti pacchi fragili e pesanti hanno viaggiato per tutt’Italia, e così i prodotti di Tarquinia hanno mess ole gambe e se ne sono andati in giro, fino ad arrivare ai quindici food blogger selezionati. Ognuno di noi aveva tre ingredienti obbligatori estratti a caso, più l’olio. E si trattava di cucinare, fotografare e scrivere una ricetta che rendesse giustizia alla generosità dei produttori, di cui abbiamo studiato le aziende, i sogni e i progetti.
Una bella sfida!
Divin Mangiando in Tour 2025: le ricette

Delle quindici ricette in gara solo tre avrebbero potuto, teoricamente salire sul podio, e solo la prima essere premiata a Tarquinia il 30 agosto scorso. Ma quest’anno la selezione è stata difficile: il livello era davvero alto e tutte le ricette bellissime, così da mettere i giudici in seria difficoltà. Se, come credo, il cibo e le ricette con cui lo elaboriamo sono parte della nostra identità di persone e di popolo, allora questa sfida è davvero perfetta, perché mette insieme prodotti, persone e territorio e li consegna nelle mani di altri cuochi che li posano sul tavolo della cucina per trasformarli in modo sorprendente.
La vincitrice del Divin Mangiando in tour 2025 non sono io ma è Tamara Cinciripini del blog Perle e ciambelle
con la sua ricetta: MILLEFOGLIE DI “FIENO DI CANEPINA” CON MOUSSE DI CAPRINO E PERLE AL POMODORO. Una ricetta elegante ed elaborata
Secondo posto per meno di un punto, tre ricette tra cui la mia:
SUBRIC ETRUSCHI CON LENTICCHIE, PATATE E SALSA MOLE ALLA GIANDUIA di Gabriella Rizzo, insegnante di scuola e di cucina, pugliese trapiantata in Piemonte, cura il blog Homework & muffin
PASTA E PATATE 3.0: RAVIOLO APERTO-SEMITRASPARENTE-DI POMODORO DI TARQUINIA di Giovanna Pezzella, giovane elegantissima cuoca napoletana che cura il blog Cucina casalinga di Jay
Ad ex aequo con loro due io Silvia Tavella, che curo due blog, questo ed un altro di sole ricette: stesso nome, altra vita e altro indirizzo: La regina del focolare- cucinare per amore
La mia ricetta: RAVIOLO FRITTO AL POMODORO LIQUIDO, CON MIELE, RABARBARO E PERLE DI ACETO DI KIWI n°2
Infine terza classificata la grandissima Carmensita Belletieri con la sua ricetta stregata; NIDO DI STREGA: LA MAGICA TUSCIA DA MANGIARE
Ora, io non saprei veramente cosa consigliare tra queste ricette colte, interessanti e squisite, ma destino vuole che ad essere premiata al Museo Archeologico sia stata proprio io. Una chiamata improvvisa e inaspettata che mi ha permesso di vivere una serata indimenticabile.
Divin Mangiando in Tour: la premiazione
Sono arrivata a Tarquinia nel primo pomeriggio preoccupata di essere in ritardo per preparare i sessanta ravioli che ci servivano per la serata. Vittoria però mi aveva preparato le basi e mi ha aiutato a finire il lavoro per tempo. Nella sua grande cucina c’erano anche Anna Maria Pellegrino e Federica Ferrari, titolare con suo fratello Enrico dell’Agro del Kiwi. Ognuna affaccendata nelle sue cose siamo presto diventate complici, come succede quando si lavora convintamente per un unico scopo e come accade fra donne, capaci di confrontarsi sui temi della vita mentre si rifanno il trucco. Si è creata un’alchimia, fatta di collaborazione, rispetto, solidarietà, e con questi ingredienti segreti siamo arrivate al Museo Archeologico, in una tiepida serata di fine agosto. L’atmosfera è stata subito magica: i tavoli ben apparecchiati di bianco, i calici per il vino, le luci soffuse e la musica di sottofondo. Il tutto ambientato in un meraviglioso museo etrusco dove noi ci muovevamo con disinvoltura. Tutta la tensione se n’era andata nel momento in cui avevo capito di avere valide alleate.
Mentre friggevo ed impiattavo il mio raviolo la serata cominciava a svolgersi; Anna Maria conduceva con il suo piglio garbato ed elegante affiancata da Vittoria Tassoni, e Cristiana Baglioni Sommelier e cuoca dell’alleanza slow food, serviva i vini. Noi eravamo accecate dalle luci del palco, come vere rock star, e non vedevamo il pubblico, ma tutti i produttori erano lì e uno per volta sono saliti sul palco a raccontare le loro aziende e i loro prodotti. Ancora una volta sono stati i veri protagonisti, generosi nel racconto dei loro risultati. Quando è toccato a me parlare del mio piatto e del perché lo avessi immaginato così, è stato semplice spiegare che l’ispirazione è stata l’aceto di kiwi n°2, un aceto freschissimo intorno al quale ho costruito la ricetta, decidendo per un raviolo fritto, ripieno di salsa di pomodoro solidificata con agar agar in modo da poter lavorare, servito con miele del territorio e composta di rabarbaro e rifinito da perle di aceto di kiwi. Il pomodoro, al contatto con il calore, si è sciolto regalando la sorpresa di un ripieno liquido del tutto inaspettato.
Infine la premiazione: via il grembiule, via la molletta dai capelli, la cuoca ha lasciato il posto ad una versione di me emozionata e felice di fronte a tanta riconoscenza. Ho avuto premi generosi e inaspettati, di cui sono molto grata, ma soprattutto ho avuto abbracci, sorrisi, strette di mano, attestati di stima e di amicizia. E anche di questo sono davvero grata.

Grazie a Luca Quondam per le bellissime foto.
Grazie soprattutto a Vittoria, per aver inventato il Divin Mangiando e tutto quello che ne consegue, per essere sempre sincera ed accogliente.
E poi, Vittoria, come faremmo senza la tua indomabile mente?





