La cucina di design
Sono stata a Venezia a trovare uno dei miei figli, ospite per qualche giorno in una fantastica casa di design in centro.
Quando tuo figlio vive all’estero, ogni occasione per vederlo è un boccone ghiotto e questa sua piccola permanenza a Venezia è l’occasione giusta per trascorrere qualche ora insieme. Entro con cautela nella splendida cucina della sua casa temporanea. È tutta bianca e perfetta. La lavapiatti non c’è (peccato) e neppure il frigorifero. Caspita, ma come si sopravvive qui? Non cucinano e non lavano…?
Lui lavora a testa bassa sul suo computer e io curioso. La lavapiatti in effetti c’è, e sta pure lavando, ma è nascosta dietro uno sportello insospettabile ed è silenziosa come un folletto. Deduco quindi che ci sia anche il frigorifero, e infatti lo trovo, insieme a pentole, padelle, piatti, bicchieri e ogni genere di utensile. Tutto di design, mettono una certa soggezione.
A questo punto, molto più serena, esco a fare una passeggiata per Venezia. Sulla via del ritorno mi fermo in una piccola Coop e compero due uova biologiche, olio di semi — sempre biologico — e una buona senape. I limoni di design li ho visti, erano nel porta frutta sul tavolo. Posso fare la maionese che a mio figlio piace tanto.
Entrata in casa domando dove trovo un frullino a immersione.
«Temo che non ci sia, mamma…»
Fine della storia
Come non c’è?! Non avevo affatto considerato questa possibilità. Forse ce n’è uno innovativo e silenziosissimo, e lui non lo sa? Cerco, fiduciosa, ma trovo solo un montalatte a pila. Ha una piccola spirale con cui fare la schiuma al cappuccino.
«Puoi farcela, mamma.»
E con questo mi stende definitivamente. Come deluderlo? Sto con lui qualche ora e poi chissà quando lo rivedo.
Puoi farcela, cappuccinatore, conto su di te! Lo accendo e lui parte tronfietto: gira più veloce che può, facendo un rumore da zanzara. Poi prende la rincorsa, accelera, suda ma non molla.
Questa è una storia a lieto fine. Se usiamo solo il tuorlo e non l’albume e se montiamo con calma, otterremo una maionese quasi perfetta anche con un piccolo montalatte presuntuoso, convinto di essere un frullino.




