Questo è quel che è capitato a me il mese scorso: in una grande scatola di polistirolo con tanto di ghiaccio –la Mistery Box– mi è stata spedita a casa tutta la strada dei Colli Piacentini. I profumi, i sapori e l’incanto erano tutti lì, ben confezionati perché potessero viaggiare fino a me e rendermi curiosa di assaggiare e soprattutto di capire. Infatti, prima di decidere cosa cucinare per la sfida gastronomica #AromaMalvasia, lanciata da Strada dei vini e dei sapori dei Colli Piacentini, in collaborazione con Associazione Italiana Food Blogger di cui faccio parte, dovevo comprendere di cosa stavamo parlando.
Certo, avevo ben capito che avrei ricevuto una bottiglia di Oro giallo -Malvasia di Candia Aromatica- e che avrei dovuto cucinare per lei, la regina dei colli piacentini, ma non immaginavo certo dove mi avrebbe condotto.
La Malvasia di Candia Aromatica
La Malvasia di Candia Aromatica arriva dal mare. Infatti le uve malvatiche nell’antichità erano coltivate a Creta e nelle isole Egee. A Monemvasia, una piccola isola nel Peloponneso, ben fortificata e che teneva d’occhio un porto limitrofo, venivano raccolti e stivati i vini dolci delle isole limitrofe, tra cui appunto Creta. Erano vini dolci e profumati, prodotti da uve bianche appassite al sole, che sapevano di terra e di mare, e che provenivano da vitigni diversi. Sappiamo che già nel 1200 la Malvasia era sulle tavole di Costantinopoli. Alla fine del secolo però, la Malvasia era sicuramente a Venezia. Gli abitanti della Serenissima, noti buongustai e bevitori eccellenti, avevano infatti cominciato a commerciare questo vino in tutta Europa, senza dimenticare di tenere qualcosa per sé al Fondaco della Malvasia.
Pian piano Venezia cominciò a coltivare viti di uve malvatiche nei terreni dell’Adriatico, insieme ad altre uve, che avessero caratteristiche simili, ed allargò poi la coltivazione ad altre zone della penisola…
Ecco perché in Italia contiamo diciannove varietà di Malvasia, diverse tra loro, frutto di scambi e commerci e delle diverse caratteristiche minerali dei terreni di coltivazione. Il frutto insomma, della nostra storia.
La Malvasia dei Colli Piacentini
I Colli Piacentini sono i custodi di una cospicua parte di questo patrimonio: l’oro giallo, i chicchi biondi e appassiti della Malvasia di Candia Aromatica dei Colli Piacentini, una delle 19 varietà che coltiviamo in Italia. Questa malvasia, in particolare sembra essere un incrocio tra la Malvasia Aromatica di Parma e il moscato bianco. Viene coltivata principalmente in provincia di Piacenza, su terre rosse antiche che la rendono straordinariamente profumata, e si divide in tre tipologie: ferma, frizzante e passito. Il bouquet di aromi e profumi di questi vini è straordinario, incanta prima il naso e poi il palato. La regina della mia Mistery Box era una bottiglia di Donna Enrica, tipologia frizzante, dell’Azienda Agricola Enrico Loschi a Bacedasco alto. Un vino squisito, da sorseggiare freddo in un bicchiere nobile, allegro e aromatico: profuma di fiori di bosco e di agrumi e porta con sé una nota di sale.
I prodotti della #Mistery Box

La strada dei Colli Piacentini in una Mistery Box:
Stefano, il giovane titolare dell’azienda agricola Corte dei Principi (nata nel 2016 e frutto dell’unione delle aziende agricole di famiglia, risalenti alla seconda metà del XIX secolo), coltiva i terreni seguendo i disciplinari delle Produzioni Biologiche. La sua farina è squisita e sono contenta di averla potuta usata per panificare un prodotto tipico della mia città: Genova. I giovani non finiscono mai di sorprendermi!
⁕ Olio extravergine di Oliva Incanto sublime de: Gli orti di Gianpa
A Gropparello in Val Tidone, Gianpa ha cambiato la sua vita e un po’ anche la nostra, producendo il “Primo Extravergine Piacentino Certificato”. È sublime davvero , un olio delicato come quello ligure ma più saporito, per me un equilibrio perfetto. Vi consiglio di aprire il link e di leggere la sua storia.
Lo sai che lo zafferano italiano è buonissimo? Ormai lo coltiviamo anche in Liguria e Valentina lo raccoglie con pazienza e amore in Val Tidone. Mi ha mandato una bustina del suo tesoro, e io l’ho usato per rendere speciale la mia ricetta.
patate di montagna a pasta soda, come piace a me, quelle giuste per ottenere fette perfette e croccanti anche dopo la cottura
⁕ Pancetta piacentina DOP del Salumificio San Carlo.
Loro lavorano come si deve da molti, moltissimi anni. Non hanno mai smesso di coccolare i loro salumi DOP. La pancetta poi, la massaggiano con cura, perché sia morbida e deliziosamente saporita. Pronta per la mia ricetta.
⁕ Grana padano del Caseificio sociale Alta Val Tidone
Questi non scherzano! La punta di Padano che è arrivata a me è davvero speciale. Un formaggio iconico, stagionato 15 mesi e diverse volte vincitore o finalista ad Alma Caseus
La mia ricetta per #AromaMalvasia

Perché ho scritto La strada dei Colli Piacentini in una Mistery Box ?
Dicevo prima che c’è voluto un po’ per decidere cosa preparare con questi splendidi prodotti. Tutto doveva girare intorno a lei -la Malvasia- ma cosa cucinare?
Avrei voluto essere lì, sui Colli Piacentini, in Val Tidone, da dove mi sono arrivati tutti i prodotti, invece ero a casa.
Ma si viaggia anche senza andare, e io l’ho fatto, come facciamo spesso noi food blogger di AIFB, quando prepariamo da mangiare dopo aver letto, approfondito e soprattutto compreso, cosa stiamo per fare. Insieme al cibo noi maneggiamo con cura la nostra identità culturale, la nostra storia e la sua memoria.
Io ho preparato una semplice focaccia, mescolando la cucina tradizionale genovese con i prodotti dei colli piacentini ben confezionati nella Mistery Box. Con la Malvasia di Candia Aromatica era perfetta. Mio marito ed io l’abbiamo mangiata seduti su un prato, immaginando di fare un picnic in Val Tidone.

Concludo ricordando che “Valtidone Wine fest” deve ancora cominciare e che si svolgerà a settembre, su quattro domeniche in quattro località diverse. Non mancate, io andrò sicuramente.
https://www.emiliawineexperience.it/wine-experience-card/
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