Un secondo piatto d’autore. Potrei cominciare questo articolo con il pensiero che mi accompagnava mentre leggevo la scheda di partecipazione al concorso: «Silenzio Bruno, silenzio Bruno» (dal film Luca). Io, nuova iscritta ad AIFB, senza mai un piano editoriale decente, sessantenne creativa ed estemporanea che cucina oggi per oggi anche per il blog; io che partecipo ad un concorso nazionale…! Sulle prime, tra l’altro, la scheda d’iscrizione mi era sembrata molto complicata e mi sarei probabilmente arresa se mio figlio Francesco non mi avesse rassicurato e aiutato.
Poi però, se Bruno taceva, io ragionavo e pensavo che preparare un secondo piatto d’autore con il pane di segale non era impossibile. Soprattutto perché l’intenzione era quella di reinterpretare un piatto della tradizione ligure usando il pane nero di montagna.

Scegliere un piatto povero fra i molti e sognarlo diverso

Era proprio quel che volevo fare. La cucina tradizionale ligure ha diverse preparazioni a base di pane secco, bastava sceglierne una e immaginarla con un ingrediente differente. Un bel sogno, quello di unire la tradizione di montagna, che panificava una sola volta all’anno, e quella di mare che navigava per giorni con qualche galletta secca e poco più. Così ho pensato di cucinare il piatto del marinaio: la capponadda, nato a Camogli tantissimi anni fa. Avrei sostituito la galletta secca con pane di segale altrettanto secco e ne avrei fatto un secondo piatto d’autore.

Prima però ho impastato il pane

Dopo aver cercato un bel po’ la farina di segale integrale biologica ho impastato il pane, secondo la ricetta valdostana di antica tradizione. Un pane che unisce, oltre le frontiere, le culture dei popoli di montagna. Io però l’ho impastato e cotto al mare, nel forno di casa mia. Lo abbiamo mangiato con salumi e formaggi e poi, con l’avanzo ormai duro come una pietra, ho cucinato.

La capponadda – Antico piatto del marinaio ligure

Come facevano i pescatori quando uscivano in mare per giorni? Portavano con sé le gallette secche, qualche pomodoro, olive, e una bottiglia d’olio. Con due acciughe e un po’ di tonno seccato al sole, mangiavano di gusto. Non pativano la fame e il mal di mare.
E come faceva la gente di montagna quando andava per monti col bestiame? Lo stesso, si portava il pane, ormai secco, un pezzo di lardo e forse il formaggio (anche se quello magari lo aveva fresco, direttamente dalle stalle). Così si sfamava.
Questo che ho sognato preparando la capponadda con il pane di segale: gente di mare e di montagna che si accontentava di poco. Ecco quindi la mia ricetta.

Capponadda Ligure, Variante con Pane di Segale- Con Pomodori e Tonno
Capponadda Ligure, Variante con Pane di Segale – Con Pomodori e Tonno

Medaglia d’argento!

Penso di aver vinto per tutto quello che ho raccontato fino a qui. Magicamente i miei sentimenti e i miei pensieri devono aver imbevuto il pane secco, e siamo finiti sul podio di questo bellissimo concorso Un secondo piatto d’autore, contest AIFB abbinato alla manifestazione Lo Pan Ner – I Pani delle Alpi, di cui questo è il link: http://www.lopanner.com/vda/
Ne sono davvero felice.

Concludo però con una riflessione.
Guarda che fatica che fa il mondo occidentale a riabituarsi a non sprecare. Sfioriamo l’assurdo: le ricette a spreco zero oggi sono addirittura di moda. Fino a pochi anni, tuttavia, fa questa era la normalità, non la moda. Cerchiamo di ricordarlo.

Concludendo

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