Vitello tonnato: storia, origini e varianti

Il vitel tonné della zia Tati: ricetta di famiglia

Pubblicazione: 20/03/2024

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Parliamo di vitello tonnato: questa variante è quella che si cucina nella mia famiglia ed è una ricetta piemontese abbastanza antica. Il vitello tonnato (vitel tonné, per dirlo in vernacolare) è una preparazioni che molte regioni si contendono, e ci sono almeno tre modi di prepararlo. Bollito con chiodi di garofano e alloro, in umido (come lo faccio io) a cuocere nel vino bianco con il tonno, le acciughe e i capperi e, infine, con le cotture della carne a bassa temperatura. In tutti e tre i casi è consigliabile preparare una buona salsa tonnata per accompagnare la carne, anche se in origine il tonno non c’era proprio, ed è arrivato a condire il nostro vitello con un certo ritardo.

Occorre comperare un buon pezzo di carne, tradizionalmente rotondino di vitello. La scelta della carne è fondamentale e consiglio di acquistarla di ottima qualità, meglio se di mucche allevate all’aperto.

 

Dettagli della ricetta

Difficoltà:

Media

Costo:

Medio

Porzioni:

6

Tempo di preparazione:

15 minuti

Tempo di cottura:

30 minuti

Tempo di riposo:

1438 minuti

Metodo di cottura:

  • Fornello

Stagionalità:

  • Nessuna

Ingredienti per il vitello tonnato

Per questa ricetta ho usato la carne eccezionale di Macelli 44. Ho cotto un chilo di rotondino di Scottona per mezz’ora precisa. La mia carne era rosa, tenera e saporita, e anche senza salsa…be’, era già perfetta. Se vivi a Genova, prova a comperare la carne della Cooperativa Agricola Monte di Capenardo. La carne rossa va consumata con moderazione e biologica: mangiamone meno, ma mangiamola buona.

  • Ingredienti

    • vitello (Rotondino o Noce):

      1 kg

    • tonno sott’olio (di buona qualità. Sgocciolato):

      300 g

    • cipolla dorata:

      1

    • capperi (ben sciacquati):

      1 cucchiaio

    • acciuga sott’olio:

      4 filetti

    • limone:

      1

    • vino bianco secco (di buona qualità):

      Mezzo litro

  • Per mantecare il sugo del vitello tonnato

    • maionese ben soda:

      1 uovo

    • mollica (in alternativa alla maionese):

      1 panino piccolo

Strumenti

Per fare la salsa del vitello tonnato serve il frullino a immersione.

Consigli per gli acquisti

  • Frullatore a immersione Philips HR2657/90 Mixer a Immersione

Cuocere il vitello tonnato

Mettiamo in una casseruola a bordi alti la carne con la cipolla a pezzi, i capperi, le acciughe e il tonno sgocciolato, aggiungiamo il vino e lasciamo cuocere mezz’ora, prima con il coperchio e poi, l’ultimo quarto d’ora, senza.

Spegniamo il fuoco, aggiungiamo il succo di un limone e lasciamo raffreddare completamente.

Una volta fredda, tiriamo su la carne dal sugo e tagliamola a macchina.

  • 1. Come preparare e mantecare il sugo del vitello tonnato

    Frulliamo molto bene il sugo di cottura, avendo cura, se servisse, di togliere un po’ di liquido e conservarlo, così da non rischiare di avere un composto troppo molle.

    A questo punto possiamo aggiungere qualche cucchiaio di maionese fatta in casa e ben soda, quella che serve per avere la classica crema del vitello tonnato.

    Tuttavia, spulciando nei vecchi libri di cucina piemontese ho trovato che, anticamente, la cremosità si dava con una piccola mollica di pane bagnata nel sugo di cottura della carne o addirittura nell’aceto, in seguito strizzata bene e frullata. Io ho provato, bagnando il pane nel sugo liquido che resta nella pentola, ed è molto buono anche così. Resta cremosissimo e molto leggero, cambia solo leggermente il colore della salsa tonnata. Raccomando di frullare questa salsa a lungo e con cura per ottenere la cremosità che tanto ci piace.

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I segreti della Regina

  • Attento alla cottura, e a trovare il giusto equilibrio tra il tempo in cui cuocere la carne con il coperchio e il tempo senza. La carne dovrà essere succosa e leggermente rosa all’interno: trenta minuti per un chilo è il tempo perfetto.
  • Questa cottura regala alla carne un sapore intenso ed unico ed una morbidezza del tutto differente rispetto alla semplice bollitura.
  • Il fondo di cottura va frullato a lungo e con cura, facendo attenzione a non lasciare il composto troppo liquido.
  • Ultima cosa: il vitello tonnato si cucina oggi per domani. La perfezione è lasciarlo un giorno in frigo nel suo sugo, anche già tagliato.
  • La maionese ben soda va aggiunta appena prima di servire, e non prima, o la salsa finirà per dividersi
  • Sulla mollica di pane strizzata ci sono pareri controversi: a me piace. Inumidisco il pane nel liquido in eccesso, poi lo strizzo energicamente prima di frullare tutto. La salsa resta più leggera, saporita e molto gradevole.
  • Se vuoi fare un vitello tonnato più grande di un chilo, stai attento a non raddoppiare i tempi di cottura. Basterà un quarto d’ora in più ogni sette o otto etti di carne.
  • Prima di tagliare a macchina la carne, lasciala raffreddare bene, altrimenti le fette si romperanno.

Storia, origini e varianti del vitel tonné

Il bell’articolo di Massimo Lanari su La Cucina Italiana ci spiega tutto su questo piatto amatissimo e così anche Anna Maria Pellegrino in una vecchia puntata di Geo racconta, con la consueta eleganza, origini ed evoluzione del piatto.

Mi dispiace per le altre regioni, ma il vitello tonnato nasce nel Settecento in Piemonte. È un piatto di recupero e si cucina bollito, con chiodi di garofano, alloro, cannella e pepe in grani. Del tonno neanche l’ombra. Il vitel tonné nasce dopo, e sembra che il termine tonné fosse un francesismo derivante da tanné, il termine francese che indica la pelle conciata. Le acciughe liguri arrivano in Piemonte qualche tempo dopo, lungo la via del sale, e il tonno a fine Ottocento. Pellegrino Artusi è il primo a parlare di vitel tonné come noi lo conosciamo, nella sezione dei Rifreddi. In seguito comparirà la variante in umido che cucino io, come versione invernale dello stesso piatto.

La maionese, la salsa tonnata e il piatto che tutti conosciamo e abbiamo mangiato a Pasqua, a Natale e nei buffet estivi, arriveranno molto dopo, negli anni ’80. Come spesso accade, le nuove versioni minimaliste di vitello tonnato, che cucinano la carne sottovuoto a bassa temperatura per moltissimo tempo, non fanno che tornare all’origine, servendo la carne con un accenno di salsa che fa a meno anche del tonno.

Io ho imparato da mia zia Tati: il vitel tonné era un piatto molto in voga, ma quasi nessuno lo cucinava come lei. Con il tempo ho scoperto che la cottura in umido è tipica del Piemonte.
È possibile che questa super ricetta di famiglia sia arrivata alla zia da mia nonna, che da giovane aveva frequentato spesso la tavola di corte, dal momento che suo zio era il medico del re Vittorio Emanuele e della sua famiglia e che, negli anni Venti, la portava spesso con sé a cene e feste da ballo. A parte l’etichetta, con cui ci ha tormentato parecchio, aveva imparato (almeno in teoria) alcune ottime ricette, come lo Zabaione e i Baci di dama alle nocciole.Vitello tonnato cotto in umido

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