Turismo e cultura: promuovere i prodotti del Reatino e della Tuscia.
La Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con la sua Azienda speciale Centro Italia organizza da qualche anno show cooking virtuali, con giornalisti e food blogger che cucinano, per qualche settimana, ricette sempre diverse sotto la guida di cuochi esperti (Potrai partecipare anche tu collegandoti ogni martedì sera alle 19 fino al 22 ottobre 2024, alla pagina Facebook della Camera di Commercio Rieti Viterbo o a quella dell’Azienda Speciale ). Lo scopo è quello di far conoscere i prodotti del territorio del Reatino e della Tuscia. Il progetto Turismo e cultura divulga, infatti, le eccellenze enogastronomico di un territorio spesso sconosciuto e bellissimo, promuove lo sviluppo locale e ricerca risorse per sostenere lo sviluppo delle vocazioni.
Mi collego proprio a questa parola potentissima: vocazione, per raccontare quello che segue. La natura quindi ha una sua vocazione? I luoghi anche, come del resto le persone? Sembra proprio di sì, vediamo la storia del pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro e gocce di olio alla maggiorana.
Il borgo di Labro e il suo fagiolo gentile
Labro è un borgo medioevale di rara bellezza, arrampicato su un cucuzzolo ai piedi del Terminillo, domina dal suo belvedere il Lago di Piediluco. Questo paese tutto da scoprire vanta la bandiera arancione del Touring club italiano, e molte delle sue case di sasso sono state recentemente restaurate nel totale rispetto dell’ambiente. Labro è una delle tappe del Cammino di Francesco, si trova infatti sull’Anello della Valle Santa, un itinerario che congiunge i quattro santuari e la città di Rieti. Questi sentieri sono rimasti pressoché intatti dal 1200, quando San Francesco li percorreva, vivendo in povertà e in armonia con la natura. Quindi questa è la vocazione di Labro, accogliere persone appassionate di sassi e natura come Francesco, e rimanere intatta, senza rinunciare alla sua identità. Il suo fagiolo, gentile per vocazione, ha una buccia sottilissima, un sapore dolce ed è molto digeribile. Viene coltivato su questi pendii scoscesi da moltissimi anni, e seminato tradizionalmente con il metodo a cavalletto il 12 maggio, giorno dedicato a San Pancrazio. Non sono più molte le persone che coltivano il fagiolo gentile di Labro che vanta il marchio PAT: prodotto alimentare tipico. Il paese e le campagne limitrofe si sono via via spopolate, ma da qualche anno la coltivazione ha ripreso vita grazie ad una giovane imprenditrice, Michela Curini. Il 28 Settembre scorso Labro ha celebrato, come ogni anno, il suo fagiolo gentile con una festa.
Radici, il ristorante di Marco Mattetti e di sua moglie Michela
Non è un caso quindi che Marco Mattetti e sua moglie Michela abbiano deciso di mettere radici proprio a Labro, e che con questo nome -Radici- abbiano chiamato il loro ristorante-bistrot.
Marco è un cuoco esperto, che ha girato il mondo e cucinato con i migliori, ma il suo cuore è ancora insoddisfatto. Durante la pandemia, in un corso on-line, Marco conosce Michela che, come lui, vive a Terni. I due ragazzi si innamorano e si sposano e di due cuori ne fanno uno, aperto e generoso. Visitano Labro e quel piccolo borgo di sasso li conquista. Tornano più volte e infine comprano un ristorante che chiameranno Radici. Marco cucina e Michela si occupa della sala. Non è un ristorante comune, la sua vocazione non è solo la buona cucina che, certo, non manca. Radici è una Cooperativa Sociale che accoglie persone fragili e dà loro un’occasione di vita, appianando le differenze e potenziando i punti di forza di ognuno.
Cucinare con Marco il pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro e ascoltarlo raccontare la sua storia straordinaria con poche semplici frasi, mentre con gesti accurati preparava il suo piatto, è stato davvero toccante. Mi ha permesso di intuire che talvolta le diverse vocazioni si intrecciano per il bene. A Labro avviene questo e, forse, Francesco lo sapeva.
Per approfondire:
- Linea verde sentieri 2024: Il cammino di Francesco da Labro a Roma
- Geo 2021\22: il fagiolo ritrovato






