Pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro e gocce di olio alla maggiorana

Gustare Rieti: pizzicotti al fagiolo di Labro

Pubblicazione: 08/10/2024

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Pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro: parliamo dunque di una ricetta dell’Alto Lazio, antichissima, tradizionale e anti spreco. I pizzicotti sono gnocchi di pasta lievitata, cotti in acqua bollente e conditi, in questo caso, con crema di fagiolo di Labro PAT (prodotto alimentare tipico), arricchiti da olio alla maggiorana, scaglie di pomodoro disidratato e pecorino.

I pizzicotti si preparano fin dall’antichità, e si condiscono in molti modi. La crema di fagiolo di Labro li rende un piatto unico squisito e digeribile. Io l’ho cucinati sotto la guida di  Marco Mattetti, cuoco esperto e generoso, nell’ambito di un progetto della Camera di Commercio Rieti Viterbo e della sua Azienda speciale Centro Italia. Ora ti spiego come fare!

Dettagli della ricetta

Difficoltà:

Facile

Costo:

Economico

Porzioni:

4

Tempo di preparazione:

42 minuti

Tempo di cottura:

15 minuti

Metodo di cottura:

  • Bollitura
  • Fornello

Stagionalità:

  • Tutte le stagioni

Lista della spesa

  • Ingredienti

    • farina 00:

      500 g

    • lievito di birra fresco o disidratato :

      8 g o 4g se disidratato

    • acqua tiepida:

      300 g circa

    • fagioli di labro PAT:

      250 g

    • Olio extravergine di oliva :

      250 g

    • scalogno :

      2

    • sedano coste :

      2

    • carota:

      1

    • patata:

      1

    • maggiorana fresca:

      qualche rametto

    • alloro fresco:

      2 o 3 foglie

    • pecorino in scaglie o grattugiato :

      4 cucchiai

    • pomodoro disidratato in scaglie (sostituibile con qualche pomodorino fresco, sodo e maturo):

      20 g

    • sale e pepe :

      Q. b.

Strumenti necessari

Per cuocere i fagioli, abbreviando di molto i tempi, sarebbe molto utile la pentola a pressione. La mia scelta è Lagostina, pentole indistruttibili di cui si trovano tutti i pezzi di ricambio.

Consigli per gli acquisti

  • pentola a pressione lagostina

Andiamo a cucinare

Metti a bagno i fagioli in acqua e bicarbonato la sera prima. E ricorda di togliere i fagioli che vengono a galla e di sciacquarli con cura prima di cuocerli.

  • 1. Fase

    Impasta acqua e farina, aggiungendo un pizzico di sale e due cucchiai d’olio. Puoi farlo a mano o con l’impastatrice per circa dieci minuti, e dovrai ottenere un impasto morbido e non appiccicoso. Dividi l’impasto in quattro filoncini e mettilo a riposare per ALMENO venti minuti.

  • 2. Fase

    Metti a cuocere i fagioli con abbondante acqua, due foglie di alloro e niente sale.

    In pentola a pressione basteranno circa otto minuti dall’inizio del fischio. In pentola normale, chiusa da un coperchio, venti minuti dall’inizio del bollore. I fagioli devono rimanere interi, consiglio quindi di controllarli con cura. A cottura ultimata vanno scolati con delicatezza e conservati in un piatto.

    Metti sul fuoco anche una pentola in cui preparerai un brodo vegetale con quello che hai in casa. Nella lista della spesa abbiamo messo: sedano, scalogno, carota, patata e alloro. Lascia che bolla a fuoco basso, perché potrebbe venirti utile.

  • 3. Fase

    Fai bollire una pentola d’acqua con il coperchio. Servirà per cuocere i pizzicotti.

    In una padella rosola con l’olio, sedano e scalogno tritati finemente, e lo zenzero fresco o disidratato. Aggiungi i fagioli e lasciali insaporire, aggiungendo sale e pepe o, se preferisci, peperoncino.  Una volta cotti, frullali con l’aiuto di un mixer, fino ad ottenere una crema. Se risultasse troppo densa potrai allungare con un mestolino di brodo vegetale. La crema deve lasciare sul cucchiaio una camicia spessa.

    Frulla con il mixer in un bicchiere alto qualche cucchiaio d’olio e foglie di maggiorana fresca. Otterrai un olio profumatissimo di un colore verde brillante. Conservalo da parte fino al momento di impiattare.

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  • 4. Fase

    Prendi in mano un filoncino di pasta e pizzica, formando appunto i pizzicotti che dovrai far cadere direttamente nell’acqua bollente salata che hai preparato in anticipo. Devi semplicemente rompere dei pizzichi di pasta con le mani, uno dopo l’altro fino ad esaurire l’impasto. Non preoccuparti della cottura: il primo pizzicotto aspetterà l’ultimo senza scuocere. Se la pentola fosse troppo piccola, scolane una parte con una schiumarola e conservali in una ciotola coperta dopo averli conditi con un cucchiaio d’olio.

     

  • 5. Fase

    Prepara quattro piatti fondi. In ognuno metterai qualche cucchiaio di crema di fagiolo, i pizzicotti, un filo d’olio alla maggiorana, scaglie di pomodoro disidratato o piccoli pomodorini freschi spaccati. Completa generosamente con pecorino grattugiato o in scaglie.

    Gusta il pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro e gocce olio alla maggiorana ben caldo!

I segreti della Regina

Ho imparato che:

  • puoi sostituire la maggiorana con basilico o rosmarino
  • puoi conservare i pizzicotti cotti e conditi con olio per qualche giorno, e rinfrescarli in acqua calda al momento di servire
  • puoi adoperare pasta lievitata molto più a lungo, e il pizzicotto verrà ancora meglio

Per preparare questa ricetta e le altre, che seguiranno nelle prossime settimane, la Camera di Commercio Rieti Viterbo mi ha inviato un pacco, con eccellenti materie prime:

Con queste meraviglie ho preparato il pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro. Tu potrai replicare anche con fagioli liguri, olio ligure e farina dei nostri mulini.  L’importante è ricordare sempre che quel che prepariamo e portiamo in tavola racconta tradizioni e territori, e che è questo il fascino del linguaggio intramontabile della cucina.

Pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labrol

 

 

Turismo e cultura: promuovere i prodotti del Reatino e della Tuscia.

La Camera di Commercio Rieti Viterbo in collaborazione con la sua Azienda speciale Centro Italia organizza da qualche anno show cooking virtuali, con giornalisti e food blogger che cucinano, per qualche settimana, ricette sempre diverse sotto la guida di cuochi esperti (Potrai partecipare anche tu collegandoti ogni martedì sera alle 19 fino al 22 ottobre 2024, alla pagina Facebook della Camera di Commercio Rieti Viterbo o a quella dell’Azienda Speciale  ). Lo scopo è quello di far conoscere i prodotti del territorio del Reatino e della Tuscia. Il progetto Turismo e cultura divulga, infatti, le eccellenze enogastronomico di un territorio spesso sconosciuto e bellissimo, promuove lo sviluppo locale e ricerca risorse per sostenere lo sviluppo delle vocazioni.

Mi collego proprio a questa parola potentissima: vocazione, per raccontare quello che segue. La natura quindi ha una sua vocazione? I luoghi anche, come del resto le persone? Sembra proprio di sì, vediamo la storia del pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro e gocce di olio alla maggiorana.

Il borgo di Labro e il suo fagiolo gentile

Labro è un borgo medioevale di rara bellezza, arrampicato su un cucuzzolo ai piedi del Terminillo, domina dal suo belvedere il Lago di Piediluco. Questo paese tutto da scoprire vanta la bandiera arancione del Touring club italiano, e molte delle sue case di sasso sono state recentemente restaurate nel totale rispetto dell’ambiente. Labro è una delle tappe del Cammino di Francesco, si trova infatti sull’Anello della Valle Santa, un itinerario che congiunge i quattro santuari e la città di Rieti. Questi sentieri sono rimasti pressoché intatti dal 1200, quando San Francesco li percorreva, vivendo in povertà e in armonia con la natura. Quindi questa è la vocazione di Labro, accogliere persone appassionate di sassi e natura come Francesco, e rimanere intatta, senza rinunciare alla sua identità. Il suo fagiolo, gentile per vocazione, ha una buccia sottilissima, un sapore dolce ed è molto digeribile. Viene coltivato su questi pendii scoscesi da moltissimi anni, e seminato tradizionalmente con il metodo a cavalletto il 12 maggio, giorno dedicato a San Pancrazio. Non sono più molte le persone che coltivano il fagiolo gentile di Labro che vanta il marchio PAT: prodotto alimentare tipico. Il paese e le campagne limitrofe si sono via via spopolate, ma da qualche anno la coltivazione  ha ripreso vita grazie ad una giovane imprenditrice, Michela Curini. Il 28 Settembre scorso Labro ha celebrato, come ogni anno, il suo fagiolo gentile con una  festa.

Radici, il ristorante di Marco Mattetti e di sua moglie Michela

Non è un caso quindi che Marco Mattetti e sua moglie Michela abbiano deciso di mettere radici proprio a Labro, e che con questo nome -Radici-  abbiano chiamato il loro ristorante-bistrot.

Marco è un cuoco esperto, che ha girato il mondo e cucinato con i migliori, ma il suo cuore è ancora insoddisfatto. Durante la pandemia, in un corso on-line, Marco conosce Michela che, come lui, vive a Terni. I due ragazzi si innamorano e si sposano e di due cuori ne fanno uno, aperto e generoso. Visitano Labro e quel piccolo borgo di sasso li conquista. Tornano più volte e infine comprano un ristorante che chiameranno Radici. Marco cucina e Michela si occupa della sala. Non è un ristorante comune, la sua vocazione non è solo la buona cucina che, certo, non manca. Radici è una Cooperativa Sociale che accoglie persone fragili e dà loro un’occasione di vita, appianando le differenze e potenziando i punti di forza di ognuno.

Cucinare con Marco il pizzicotto con crema di fagiolo gentile di Labro e ascoltarlo raccontare la sua storia straordinaria con poche semplici frasi, mentre con gesti accurati preparava il suo piatto, è stato davvero toccante. Mi ha permesso di intuire che talvolta le diverse vocazioni si intrecciano per il bene. A Labro avviene questo e, forse, Francesco lo sapeva.

Per approfondire:

 

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