Canestrelli: ricetta originale

I canestrelli tra storia e leggenda

Pubblicazione: 14/09/2024

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I canestrelli sono un semplice e delizioso biscottino a base di pasta frolla friabile, profumata con buccia di limone o acqua di fior d’arancio. La ricetta dei canestrelli è una delle più amate e conosciute della cucina ligure.

La particolarità di questi biscotti, che hanno una storia antichissima, oltre alla forma inconfondibile, è appunto l’estrema friabilità dell’impasto, dovuta all’utilizzo di tuorli d’uovo sodi impastati con il burro. Oggi però, oltre alla ricetta tradizionale, scoprirai come preparare canestrelli perfetti con la pasta frolla classica.

La ricetta ligure dei canestrelli prevede l’uso di un particolare stampo a forma di fiore, che può essere più grande o più piccolo a seconda dei gusti e del paese dell’entroterra in cui presero vita.

Dettagli della ricetta

Difficoltà:

Media

Costo:

Medio

Porzioni:

6

Tempo di preparazione:

20 minuti

Tempo di cottura:

15 minuti

Tempo di riposo:

120 minuti

Metodo di cottura:

  • Forno
  • Forno elettrico

Stagionalità:

  • Tutte le stagioni

Ingredienti della ricetta

Questo impasto è quello che uso solitamente per i canestrelli liguri anche quando li preparo nelle cooking class con i turisti stranieri. Secondo me è perfetta.

Le dosi sono per 15 canestrelli.

  • Pasta frolla tradizionale

    • farina 00 per dolci:

      300 g

    • zucchero semolato fine o a velo:

      100 g

    • burro di ottima qualità:

      200 g

    • tuorli d'uovo biologici (media grandezza):

      2

    • acqua di fior d'arancio di ottima qualità :

      un cucchiaino raso

  • Ovis mollis impasto tradizionale

    • farina per dolci 00:

      150 g

    • fecola di patate:

      150 g

    • zucchero a velo:

      100 g

    • burro di ottima qualità:

      180 g

    • tuorli d'uovo biologici sodi e freddi:

      2

    • zeste di limone biologico o acqua di fior d'arancio:

      a piacere

Strumenti utili

Per preparare i canestrelli sarebbe molto bene avere gli stampi da biscotto giusti. Esistono grandi e piccoli, io li preferisco piccoli. Siccome l’atre di arrangiarsi è sempre in voga, potrai organizzarti con uno stampo a forma di fiore, e potrai tagliare il foro centrale adoperando la bocchetta di un sac à poche.

Se sei di Genova troverai gli stampi per canestrelli da Morchio ferramenta, in Piazza Banchi, 15R e a La Gerla, in via di Vallechiara,11. Da Morchio chiedi di Marisa e alla Gerla di Simona, fai il mio nome e sarai aiutato al meglio.

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  • Stampo da canestrello grande

  • Stampo da canestrello piccolo

Andiamo a cucinare

  • 1. Pasta frolla tradizionale

    Impasto sempre la pasta frolla con il robot da cucina o con la planetaria. Mescolo farina e zucchero, poi aggiungo il burro freddo a pezzi e faccio fioccare, infine aggiungo i tuorli uno alla volta ed eventuali aromi.

    Trovi tutte le spiegazione nel mio articolo: La pasta frolla col robot non è reato.

    Se decidi di impastare a mano segui lo stesso ordine, ed impasta velocemente. Poi stendi la pasta frolla tra due fogli di carta forno. Cerca di ottenere una forma regolare e uno spessore di circa 1 centimetro perché i canestrelli, secondo la ricetta originale devono essere abbastanza alti. Quindi riponi l’impasto steso in frigorifero per almeno due ore.

     

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  • 2. Ovis mollis

    Bolli le uova. Cuociono, a partire dall’acqua fredda, per sette minuti, poi lasciale raffreddare completamente.

    Quindi sbucciale e separa i tuorli sodi dagli albumi. Setaccia gli albumi con un colino o (meglio) schiacciali accuratamente con una forchetta: devi ottenere una consistenza cremosa e senza grumi. Mescola i tuorli con il burro a temperatura ambiente, otterrai un composto morbido a cui devi aggiungere zucchero, fecola e farina.

    Anche questo impasto, una volta sistemati i tuorli, può essere impastato velocemente con il robot da cucina o con la planetaria, Poi va steso fino allo spessore di un centimetro tra due fogli di carta forno e fatto riposare in frigorifero per due ore, come la pasta frolla tradizionale.

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  • 3. Il taglio dei canestrelli

    Qualunque impasto tu abbia scelto prosegui ora tagliando i biscotti secondo la ricetta originale dei canestrelli. Guarda lo stampo che hai scelto e infarina la parte che non ha il bordo ripiegato. Prepara una teglia foderata con un tappetino riutilizzabile in silicone o con carta forno, e ponilo vicino a te sul piano di lavoro. Taglia con decisione i canestrelli, poi lasciali cadere sulla teglia aiutandoti  dolcemente con le dita infarinate senza romperli. Lavora in fretta, perché la pasta si scalda velocemente e il taglio diventa meno preciso.

    Puoi scegliere se cuocere i piccoli biscottini che otterrai dal centro e la griglia di scarto (la pasta stesa con tanti fori a forma di fiore) o se rimpastare gli scarti. Se decidi di rimpastare dovrai stendere nuovamente e lasciar raffreddare l’impasto almeno mezz’ora prima di tagliare nuovi canestrelli.

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  • 4. La cottura

    Accendi il forno a 170°. Cottura statica. Mentre aspetti che il forno raggiunga la temperatura giusta riponi la teglia con i biscotti in frigorifero, lo shock termico favorisce la tenuta della forma in cottura.

    Nel frattempo pensa cosa fare: vuoi spolverare i canestrelli di zucchero a velo o lucidarli con il tuorlo battuto? Se scegli il tuorlo dovrai spennellare i tuoi biscotti prima di infornarli.

    Cuoci a fuoco dolce per 15 minuti circa, controllando la cottura con attenzione. I canestrelli devono essere pallidi ma cotti. Una volta usciti dal forno lascia raffreddare completamente i biscotti prima di toccarli e, comunque, maneggiali con molta cura perché sono molto delicati.

    Ricetta canestrelli liguri scaled aspect ratio 350 525

i segreti della Regina

I canestrelli sono biscottini divini, una delle cose migliori che io abbia mai mangiato insieme ai baci di dama. Del resto io adoro i biscotti, ne sforno moltissimi e la pasta frolla è senz’altro il mio impasto dolce preferito, infatti la mia ricetta base ha mille e una variante.

Non posso negare che la ricetta originale dei canestrelli preveda, secondo tradizione, la tecnica ovis mollis: i tuorli sodi impastati con il burro regalano un impasto estremamente friabile, dedicato solo a questi fragili biscotti. Ma la pasta frolla tradizionale con tanto ottimo burro, e aromatizzata (per me) con una lacrima di fiori d’arancia, funziona, a mio parere, ugualmente bene; è di esecuzione più semplice e non prevede scarti. Che fare infatti con i bianchi sodi orfani dei tuorli? Con gli albumi crudi invece, a cominciare dalle meringhe per finire alle frittate, si cucina bene.

 

Fai attenzione alla qualità delle materie prime:

  • scegli un ottimo burro a costo di pagarlo un po’ di più, ma considera che il burro bavarese e quello tedesco dei nostri supermercati sono squisiti e non sono costosi come il burro piemontese di prima qualità.
  • scegli uova biologiche, e aggiungi i tuorli all’impasto uno alla volta (se non fai ovis mollis)
  • scegli uno zucchero semolato a grana fine oppure, prima di cominciare, frullalo con un macina semi. In alternativa adopera lo zucchero a velo, ma attento che non contenga troppo amido, o modificherai l’equilibrio della ricetta.

Fai attenzione alla cottura:

  • sempre devi aver raffreddato bene in frigorifero i biscotti crudi
  • sempre devi preriscaldare il forno
  • forno moderato, la legge dice statico, ma io non lo uso mai, preferisco ventilato
  • controlla con attenzione che i canestrelli non si colorino troppo o che -orrore- brucino
  • ma accertati che siano cotti, imparerai con l’esperienza
  • una volta cotta lasciali raffreddare completamente prima di maneggiarli.

Infine ti dico che:

  • i canestrelli di Torriglia hanno un diametro di sei centimetri, e non hanno zucchero a velo, ma vengono lucidati con l’uovo sbattuto prima di entrare in forno. Sono biscotti sostanziosi che si vendono a peso, impilati e imbustati in sacchetti lunghi e stretti, o confezionati in cabaret di cartone.
  • i canestrelli di Sassello sono tradizionalmente più piccoli, circa la metà, e sono spolverati generosamente di zucchero a velo. Un biscotto entra tutto in bocca: un solo boccone! Quindi mi sento autorizzata a mangiarne mille.
  • lo stampo che uso io, che pure posseggo anche gli altri due, è una misura intermedia. Alle cooking class servo questi.

 

La ricetta dei canestrelli liguri

Pillole di storia e di leggenda

La ricetta ligure dei canestrelli è antichissima. Nasce a Torriglia, nell’entroterra di Genova nel XIII secolo. Noi lo sappiamo per certo perché la Repubblica Marinara di Genova nel 1256 coniò la sua prima moneta preziosa: il genovino d’oro su cui era inciso un piccolo canestrello. Possiamo quindi presumere che, prima di quella data, il canestrello fosse usato come moneta di scambio, dal momento che uova, burro e farina bianca erano costosi e introvabili, e che per questo la sua forma sia stato incisa sul genovino d’oro. La forma tradizionale del canestrello è un fiore bucato al centro, ma il suo nome deriva dai canestri (cesti in italiano) in cui venivano serviti nelle grandi occasioni. Abbiamo notizia del suo nome per la prima volta nel 1576, quando un ricco mercante fu aggredito in Val Trebbia e derubato di una cesta di canestrelli. Fino ad allora questi biscotti si chiamavano rotelle o rouette ad indicare la loro forma rotonda ma, dopo il furto del canestro, i preziosi biscottini presero il nome di canestrelli.

La particolarità dei canestrelli è la loro strema friabilità, dovuta sicuramente all’uso di tuorli d’uovo sodo nell’impasto. Mi domandavo perché mai questa strana abitudine, e così sono andata a cercare tra storie e leggende della cucina regionale. Sembra che una massaia di Torriglia, molti anni or sono, fosse la migliore cuoca di canestrelli del paese e che i suoi biscotti fossero molto ricercati. Una mattina però la signora rimase a letto più del dovuto e si alzò solo quando il marito, pronto per il lavoro, aveva bollito tutte quante le uova pensando di far bene. La nostra cuoca aveva molte consegne da fare e solo uova sode a sua disposizione. Nasce così l’ovis mollis, una maniera di utilizzare le uova nell’impasto non tanto per tenerlo insieme ma per renderlo ancora più friabile.

 

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