Ho preparato gli amaretti alla rosa in collaborazione con il negozio l’Arbanella, emporio BIO, a chilometro zero nel cuore del centro storico di Genova. Fra i prodotti in vendita all’Arbanella ci sono lo sciroppo e le conserve dell’Azienda agricola biologica di Maria Giulia Scolaro, in Valle Scrivia alle porte dell’Antola. La signora Maria Giulia coltiva frutta e fiori con cui prepara sciroppi, marmellate e gelatine. Lo sciroppo di rose è presidio slow food. Proprio con questo sciroppo divino ho impastato gli amaretti alla rosa. È una ricetta che mi ha incantato subito, l’ho trovata sul bel libro di Maria Giulia Scolaro e Ilaria Fioravanti: una raccolta di ricette, storie e preparazioni tutte a base di rosa. Per me, che adoro cucinare con la rosa, un invito a nozze.
Ma quel che veramente mi conquista degli amaretti alla rosa è che la ricetta è ligure. Nella mia regione, infatti, gli amaretti sono un dolcetto tipico, ma anche in Sicilia si fanno dei biscotti morbidi pressoché identici. In Sardegna, poi, si trovano dei piccoli dolci senza cottura a base di mandorle e aromatizzati ai fiori, che si chiamano gueffus. Ma questi amaretti liguri, con farina di mandorle, limone e rosa, potrebbero anche essere dolci persiani o libanesi, se cosparsi di granella di pistacchio. Questo mi incanta: è un dolcetto cosmopolita, che unisce popoli e genti con la sua straordinaria bontà e di cui nessuno può veramente rivendicare l’origine. O, forse, potremmo farlo tutti.
Leggi la ricetta della Torta di rose (veramente buona). Nelle note troverai riferimenti ed indirizzo per acquistare ottime essenze naturali, anche di rosa.
Quella morbidissima torta sa veramente di rosa, e così pure il budino persiano, con latte di cocco e granella di pistacchio, le mini tortine ai fiori, glassate alla rosa o alla violetta e il bianco mangiare alla mandorla, con riduzione alla rosa e pesche. Tutte queste ricette, al profumo di rose, si possono fare anche con lo sciroppo di rose, a patto di diminuire leggermente lo zucchero.




